Lo spirito del Natale

«In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti».
Comunicato stampa del Vicariato di Roma del 22-12-2006

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in splinder. Contrassegna il permalink.

15 risposte a Lo spirito del Natale

  1. cidindon ha detto:

    inaccettabile.

  2. anonimo ha detto:

    Per quale motivo?

    Domenicotis

  3. chamberlain75 ha detto:

    che il diavolo se li pigli tutti.

  4. anonimo ha detto:

    Ma insomma, l’atto di Welby era conrocorrente o no? Era anche una provocazione o no? Che storia è, questa, per cui la libertà di un uomo di andare contro il “pensiero dominante” cattolico si debba poi risolvere nel tarallucci e vino? Io, personalmente, lo spirito del Natale lo lascerei da parte.

    (anche perché, come precisa la nota, il divieto non implica direttamente la questione della salvezza dell’anima. Quando la Chiesa si trasformerà nell’ente “Buoni Sentimenti ONLUS” me lo dite che mi iscrivo alle bestie di Satana).

  5. Luthor ha detto:

    Francesco, il comunicato del vicariato gronda ipocrisia da ogni riga. Non contesto alla chiesa il diritto di stabilire che siccome Welby è un suicida e quindi brucerà all’Inferno, almeno finché ha in appalto l’amministrazione dei locali, ma il modo mellifluo e ipocrita, scusami, sì (trovo anche, nel caso specifico, piuttosto discutibile la definizione di suicida, ma ammettiamo pure che sia così). Proprio la nota che citi è a mio avviso il passaggio più fastidioso. Visto che l’anima di Welby si potrebbe salvare, e che la Chiesa tutta prega per lui (sta scritto nel comunicato), non si capisce perché non concedere le esequie religiose. O meglio, si capisce benissimo, e la ragione non è religiosa, è politica.

  6. anonimo ha detto:

    Caro Luthor,
    credo che l’ipocrisia sia invece dei radicali, che prima paragonano il Vaticano ai talebani e poi chiedono che esso si pieghi ai loro desiderata.
    Come a dire “la botte piena e la moglie ubriaca”.

    bebop
    P.S. ciò detto, ho grande rispetto e comprensione per la decisione di Welby. Sì, comprensione.

  7. frinarelli ha detto:

    Non so quanto sia politica una scelta contraria allo “spirito del Natale”. In ogni caso non capisco lo sdegno per la cosa in sé. Cosa deve rappresentare agli occhi di Welby il funerale in chiesa? L’onore delle armi? Un atto di misericordia? Se è questo, la frase che ti ho citato e che tu definisci ipocrita coglie esattamente il punto della tua obiezione. Spero comunque tu abia letto i passi del catechismo citati nella nota. A meno di giudicare ipocrita tutta la costruzione del giudizio sul suicidio nel testo, ti potrai rendere conto che detta nota è semplicemente la riproposizione dei passi citati. Esclude questo che la comunicazione del Vicariato possa avere anche tinte politiche, nel senso di “condanna del gesto politico di lotta per l’affermazione del diritto di eutanasia”? No, non lo esclude, ma la nota in sé è corretta, e, parlo per la mia esperienza personale, è così che funziona per mille altre questioni inerenti la vita della Chiesa: la negazione della funzione liturgica è automatica, così come può esserlo la negazione della comunione ai divorziati che si risposano o la scomunica per chi abortisce. E se non ti confessi per troppo tempo, sei in peccato grave e non solo rischi di non poter fare la comunione, ma anche di andare a “bruciare all’inferno” (“sono i cristiani che se lo sono voluti così, l’inferno”, recitava una vecchia barzelletta).

    Al di là di tutto ciò, posso comprendere il percorso che fa passare dall’appoggio alla causa di Welby, all’apprensione per la sua sorte, allo sdegno contro chi quella lotta non condivideva ed anzi disprezzava. Comprendo, ma comprendete anche voi. E di nuovo buon Natale.

  8. anonimo ha detto:

    “Comprendete anche voi”, scrive Frinarelli. Tutto si puo’ comprendere, esclusa la logica aberrante in base alla quale i cattolici vogliono (anzi bramano con ogni forza che hanno) obbligare per legge i loro dettami, eutanasia inclusa. Quasi avessero paura, altrimenti, di non rispettarli nemmeno loro. Ecco, in base a questo, si comprenda anche il legittimo sdegno.

  9. anonimo ha detto:

    “la logica aberrante in base alla quale i cattolici vogliono (anzi bramano con ogni forza che hanno) obbligare per legge i loro dettami, eutanasia inclusa” scrive un anonimo. Ammesso che ciò sia vero, è da osservare che in Italia le leggi si scrivono in Parlamento, non negli oratori. E se la maggioranza dei parlamentari (espressione del voto dei cittadini) si oppone all’eutanasia i cittadini dovrebbero rispettarne la decisione ed eventualmente votarne altri alle elezioni seguenti. La legalità, spesso sconosciuta ai radicali (che si stracciavano le vesti per l’elezione dei giudici della Corte Costituzionale), è anche il rispetto delle istituzioni del paese.
    Che poi sul piano personale si possa comprendere il gesto di Welby è un altro discorso. Ma non ci si sdegni se la Chiesa segue i propri insegnamenti (giusti o sbagliati che siano).
    Il fondamento della cultura liberale è proprio nel rispetto della libertà delle scelte altrui…

  10. anonimo ha detto:

    Oops. bebop

  11. typesetter ha detto:

    “Ipocriti” è la parola che ho pensato mentre ascoltavo al telegiornale il prete omeliare che avrebbero pregato per l’anima di Piergiorgio Welby. Sarebbe stato non ipocrita permettere i funerali religiosi o rifiutarglieli e condannarlo anche dal pulputo, ma questo “non ti facciamo i funerali ma preghiamo per te” è disgustoso.

  12. frinarelli ha detto:

    Wile: sei fuori discorso.
    Typesetter: non capisco il sillogismo. Dal momento che né il funerale religioso, né una eventuale scomunica (giusto per avvicinare il discorso a un cliché noto) hanno qualcosa da dire sull’eventuale salvezza del defunto, ma semmai indicano l’oggettivo allontanamento della persona coinvolta dalla comunità della Chiesa, non capisco perché si debbano per forza accompagnare “funerale e tarallucci e vino” o “non funerale e anatemi”. A parte il fatto che a cercare di accompagnare i simpatizzanti di questo tipo di ragionamento ci si tirerebbe poi addosso le ire di chi invece avrebbe giudicato “medievale” l’atteggiamento del vicariato, basta saperne un pochino di come funzionano sacramenti e dintorni per capire che – di nuovo: ammesso il caso di suicidio – il comunicato discende più o meno tutto dal catechismo. Al più, si può contestare il fatto che si sia trattato veramente di suicidio, e non piuttosto di “evitare l’accanimento terapeutico”, o semplicemente si potrebbe contestare il fatto che anche Welby potrebbe avere espresso lo stesso estremo pentimento di una qualsiasi altra persona che abbia scelto di togliersi la vita. Si può ragionare su questo, invece di andare a menarci il torrone su cosa pensasse o no il vicariato.

  13. sazerbi ha detto:

    Benvenuto Duemilaesette.

    Vieni, Spirito Santo. Vieni, luce vera. Vieni, vita eterna. Vieni, mistero nascosto. Vieni, tesoro senza nome. Vieni, realtà ineffabile. Vieni, felicità senza fine. Vieni, luce senza tramonto. Vieni, risveglio di coloro che si sono addormentati. Vieni, risurrezione dei morti.

    Vieni, o Potente, che sempre crei e ricrei e trasformi ogni cosa con il tuo solo volere.

    Vieni, tu che sempre permani immobile e i ad ogni istante tutto ti muovi e vieni a noi, che giacciamo fra i morti, o tu che sei al di sopra del cielo. Vieni, gioia eterna. Vieni tu che ha bramato e brama la mia misera anima. Vieni, tu il Solo, verso il solo, poiché, lo vedi, io sono solo.

    Vieni, tu che mi hai separato da ogni cosa e mi hai fatto solitario in questo mondo. Vieni, tu che sei divenuto in me desiderio, che ti desiderassi,o del tutto inaccessibile. Vieni, mio respiro e mia vita. Vieni, consolatore della mia povera anima. Vieni, mia gioia, mia gloria,mie delizie senza fine. Ti rendo grazie perché sei divenuto un solo spirito con me (Rm 8,16), senza confusione, senza variazione, senza mutamento, tu il Dio al di sopra di tutto, e per essere, in me, divenuto tutto in tutti (1 Cor 15,28)… Ti rendo grazie di essere per me luce senza vespero e sole senza tramonto ; non avendodove nasconderti, tu che riempi della tua gloria l’universo ! Proprio mai, ti sei nascosto ad alcuno: siamo noi a nasconderci sempre da te, rifiutando di venire a te… Vieni dunque, o Maestro, oggi pianta in me la tua tenda (Gv 1,14) ; fa’ la tua dimora, e dimora continuamente, inseparabilmente, fino alla fine, in me tuo servo, o buono, e che anch’io, alla mia uscita di questo mondo, mi ritrovi in te, o buono, e regni con te, Dio che sei al di sopra di tutto.

    (Simeone il Nuovo Teologo, Anno di Grazia 949-1022)

  14. anonimo ha detto:

    Premesso che è ricominciato ER e che – anche sui problemi dell’eutanasia (nell’ultima puntata di lunedì c’era l’utero in affitto) – è interssante vedere cosa combinano negli USA, la vicenda secondo me ha due piani:
    uno religioso e uno politico.
    Dal punto di vista religioso il catechismo dice certe cose, ma è pur vero che la chiesa dovrebbe testimoniare l’amore di un dio che è essenzialmente misericordia: il che fa piuttosto a pugni con quel comunicato un po’ in burocratese e ho sentito più di un prete (anche da un pulpito la vigilia di natale) dirsi scandalizzato per questa scelta così poco misericordiosa.
    Dal punto di vista politico-culturale è in atto una battaglia ai cui estremi possiamo idealmente piazzare Eminenz da una parte e i Radicali dall’altra.
    Ora: che un religioso/credente si incazzi per la scelta del Vicariato di Roma perché poco evangelica ci sta; che menino il torrone i radicali su queste scelte fa ridere (se non addirittura portare a dubitare della strumentalità dell’intera vicenda, che – invece – nella sostanza e nella vita e agonia di Welby – mi pare avesse ragioni da vendere).
    Augh
    Francesco/Fausto/Kit

  15. yourLadypillow ha detto:

    La questione è posta in termini sbagliati,a mio parere. Che Welby sia stato seppellito “senza il prete e la messa perché d’un suicida
    non hanno pietà” non è ipocrita secondo la Chiesa Cattolica. Si confonde lo spirito cristiano con l’essere cattolico. Welby era credente,ma era cattolico? No. Noi siamo laici e ragioniamo da laici. Ma la Chiesa è Chiesa e non può agire da istituzione laica. Questa è ingerenza pura,proprio come quella cattolica in merito ad altre questioni.
    il Vaticano,finché non lede l’altrui diritto,può agire come crede e lo fa in ossequio ai propri principi. Chi non li condivide non è obbligato a farlo ,ma nemmeno a imporre i propri. Sta alla Chiesa decidere di rivedere molte sue posizioni e ai cattolici decidere di adattarsi o meno: se una dottrina impone delle regole,uno può accettarle o no.Il vero cattolico ha già scelto.No eutanasia,no pacs,no contraccezione,ecc. E sono decisamente cose sue.
    Il punto è la mancanza di leggi per chi cattolico non è. L’ipocrisia è altra. E’ condannare per omicidio chi stacca la spina su volontà del paziente: quale vita viene interrotta? quella di un respiratore che smette di funzionare?perché Welby era già morto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...