La crisi della scuola italiana

Dite quel che volete, ma io amo quest’uomo.

"Colata la palingenetica ceralacca sul pacco e stampato l’imperialregio sigillo non senza prima essermi ustionato il polpastrello (ma son cicatrici che fanno blasone), ho tolto la parte bassa dei pantaloni come già avevo raccontato, rimanendo in informali pantaloncini. Ho poi staccato dal muro la bandiera dell’Italia e me la sono cinta come l’elmo di Scipio. Ho afferrato il pacco come Cannavaro la Coppa. E al grido di "Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!" e "Alzala alta, Capitano!" ho guidato la processione di colleghe e Palmiro Cangini fino in segreteria. I colleghi delle altre commissioni, ancora dietro a scrutinare, uscivano dalle classi e mi guardavano basiti, ridacchiando non so se divertiti o preoccupati del contegno di colui che dopotutto sarebbe anche un vicepreside."
Far finta di essere sani

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Una risposta a La crisi della scuola italiana

  1. anonimo ha detto:

    Penso di amarlo anch’io.

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